< Confessioni d'un scettico
Questo testo è stato riletto e controllato.
I


AL LETTORE



Le Confessioni d’un scettico non appartengono a lui solo; v’è forse un frammento di quella storia nascosta che ciascheduno porta in sè stesso e non osa o non sa rivelarla. Ei si confessa tutto qual fu e qual’è ad una donna che con lui cercò la via della vita, ne sostenne lo spirito dubitante, e ne confortò la solitudine amara dischiudendogli il sogno ineffabile dell’amore. È un scettico che guarda le cose dalle cime scientifiche, senza badare ai vituperi sciocchi del dogmatismo che tramonta.


Firenze 2 giugno 1878.

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.