< La caccia di Diana
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Canto I Canto III

In una valle non molto spaziosa,
     Di quattro montagnette circuita,
     Di verdi erbette e di fiori copiosa,
Nel mezzo della qual così fiorita,
     Una fontana chiara, bella e grande,5
     Abbondevole d’acqua, v’era sita;
E l’acqua che superflua si spande,
     Un rivo fa che tutte l’erbe bagna,
     Poi n’esce fuor da una delle bande.
D’albori è piena ciascuna montagna,10
     Di frondi folte sì ch’appena il sole
     Tra esse può passar nella campagna.
Diversi uccelli cantan lor carole
     Sopr’essi, e quivi un’aura sottile
     Move le frondi, come mover suole15
Nel tempo estivo zefiro gentile,
     Quando il calor diurno più non sale,
     Ma quando fa, calato, l’aere umile.

Capri, lupi, ed ogni altro animale,
     Orsi e leon si trovano in quel loco, 20
     E qualunque altro che più o men vale.
Quivi Dïana, che ’l tepido foco
     Ne’ casti petti tien, ricolse quelle
     Che invitate furono al suo gioco.
Poi comandò che esse entrasser nelle 25
     Chiarissime onde e de’ freschi liquori
     Lavando sè, si rifacesser belle.
E poi, come a lei piacque, uscite fuori,
     Si rivestiron di purpurea veste,
     Inghirlandate d’ulivo e di fiori. 30
Dïana quattro parti fe’ di queste,
     Ed alla bella Donna disse: andrai
     Sopra ’l monte a meriggio con coteste;
E tu Isabella al ponente sarai,
     E Fiore a tramontana, e alla caccia 35
     Ciascuna pensi di valere assai.
E dati cani e forti reti d’accia,
     Girfalchi, astori, ed archi con saette,
     E spiedi aguti ch’e’ cinghiari impaccia;
Quelle che ella avea per sè elette, 40
     Cioè Cecca Buzzuta e Caterina
     Afellapan, colle quali seguette
Insieme Biancifiore Caffettina,
     Crespana, e Caterina Caradente,
     E quella di Ser Pando, e la Pipina, 45
E Mariella Melia similmente,
     Sopra ’l più picciol monte se n’andaro,
     Ch’era disteso verso l’orïente.

Quivi la caccia prime incominciaro,
     Le quattro sopra ’l monte, e l’altre al basso 50
     Avevan fatto con reti riparo,
Acciò che nulla fiera ad alcun passo
     Lor potesse fuggir sanza esser presa,
     O ferita da’ ferri del turcasso.
Poi passar dentro, e ciascheduna intesa 55
     Andava per la selva riguardando,
     Per l’altrui danno e per la lor difesa,
Siccome segue, con senno cacciando.

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