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Sonetto di primavera
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SONETTO DI PRIMAVERA




Terra, figlia del Sol, madre beata
     Dell'industre Caino! ancor l'amica
     Genitrice virtù con pia fatica
     Il tenace tuo grembo apre e dilata.

E ancor la gleba di sudor bagnata,
     E più di sangue, alla progenie antica
     Del buon Caino crescerà la spica
     E il tralcio lieto e la rosa odorata.

E ancor sopra le tombe e le rovine
     E i campi sacri alle fraterne stragi
     Pulluleranno erbe maligne e fiori.

E ancor, senza riposo e senza fine,
     Pulluleran ne' petti aspri e malvagi
     Desiderii e speranze, odii ed amori.

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