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Risveglio - Vespero d'aprile Risveglio - Accanto al foco

RINUNCIA.


 
Alla sua porta giunse un cavaliero
e disse: — «Le tue guance hanno il colore
dei ceri; hai l’occhio spento;
e fra le attorte ciocche del tuo nero
crine lampeggia qualche fil d’argento.
Che attendi ormai? Senti che scoccan l’ore?

Senti?... Son l’ore estreme dell’estrema
tua giovinezza; un ultimo bagliore
di vespero, e dirotte
pioveran l’ombre; l’anima non trema
dinanzi al dubbio dell’eterna notte?...
T’offro l’ultimo sogno; io son l’Amore!


Scendi, fuggi con me che son l’Amore.
Tutta la gioia e tutta la bellezza
del mondo, finalmente,
conoscerai. Non senti? scoccan l’ore
e forse la promessa ultima mente
e morte la speranza ultima spezza.» —

Ella rispose: — «Io son qui sola, o Amore,
con la mia vecchia madre. Il Paradiso
nè spero, nè l’Inferno
temo, ma di lasciarla io non ho core,
io, caldo raggio del suo freddo inverno,
io, cui prima nel mondo ella ha sorriso.» —

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