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Anonimo - Novellino (XIII secolo)
XCV
XCIV XCVI
Qui conta d’uno martore di villa c’andava a cittade

Uno martore di villa venia a Firenze per comperare uno farsetto. Domandò a una bottega ov’era il maestro. Non v’era. Uno discepolo disse:

«Io sono il maestro. Che vuoli?»

«Voglio uno farsetto».

Questi ne trovò uno. Provogliele. Furono a mercato. Questi non avea il quarto danari. Il discepolo, mostrandosi d’acconciarlile da piede, sì gli apuntò la camiscia col farsetto e poi disse:

«Tra’l·ti».

Quelli lo si trasse. Rimase ignudo. Li altri discepoli furo intenti con le coregge: lo scoparo per tutta la contrada.

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