< Pagina:Cattermole - Versi, Roma 1883.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Cattermole - Versi, Roma 1883.djvu{{padleft:198|3|0]]
RONDINE BIONDA
(ALLA STAZIONE)
L’HO ancora ne la rètina: il visino
Scarno e bianco affacciava a lo sportello
Come in cornice, e un largo vel turchino
S’avvolgeva, tossendo, in sul cappello.
Discorse di quel suo lungo cammino
A ricercare un ciel più mite e bello:
Perchè qui facea freddo, e in quel mattino
L’era gelato un ultimo vasello.
Chi sa, invece, là giù quanta verzura,
Che tinte dove in mar scendon l’aiuole,
Dove in eterna festa è la natura! —
Poi s’adagiò in un angolo, cullata
In qualche viston chiara di sole....
Partiva il treno, e non è più tornata.
Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.