< Pagina:Cattermole - Versi, Roma 1883.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Cattermole - Versi, Roma 1883.djvu{{padleft:74|3|0]]
TREGUA
COME inconscia trapassa oncia di fiume
Indifferente a quanto corre in mezzo,
Mentre i capelli tuoi lenta accarezzo
E m’oblio de ’ tuoi sguardi al caro lume,
Fugge la vita. Non un sol volume
Di maestro e d’autor ch’amo ed apprezzo
Curo di meditar, quale era avvezzo
Un tempo il mio pensier, cui l’arte è nume.
Taccion le strofe de l’usato canto;
Ed amoroso un’armonia di baci
Cerca su la tua bocca il labbro mio.
Ma verrà il dì che non t’avrò d’accanto:
E allor, queste piangendo ore fugaci,
Ritornerò ne la battaglia anch’io.
Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.