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[1028-1029] Nazioni, città, paesi 335

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Chi l'ha detto.djvu{{padleft:367|3|0]] si trova in una piccola poesia firmata Ximénez su L’ère républicaine pubblicata nel Calendrier républicain del 5 ottobre 1793 nella quale è detto:

  Attaquons dans ses eaux la perfide Albion.
  Que nos fastes s’ouvrant par sa destruction
  Marquent les jours de la victoire.

Cfr. Interm., vol. LX, 1909, col. 563, 774.

Certo essa è frase francese: antica, infatti, fu l’antipatia della Francia verso l’Inghilterra, cui ci lega invece una tradizionale amicizia la quale però non risale oltre gli anni epici del Risorgimento, poichè anteriormente i sentimenti anche in Italia erano, in generale, ostili all’Inghilterra, per riflesso dei rancori francesi. Ne dava un saggio il signor Domenico Guerri pubblicando nel fasc. 224-225 del Giornale storico della Letteratura italiana, vol. LXXV, 1920, pag. 334 un sonetto estemporaneo fatto con rime obbligate dal famoso improvvisatore Tommaso Sgricci la sera del 9 marzo 1825 in una conversazione, e nel quale egli vede in sogno Megera che fabbrica un Inglese pestando in un mortaio:

  Cor di volpe, di falco unghie, d’insano
  Leone il fiel, membri di cane, un vano
  Teschio d’asino....

Nel Parlamento italiano fu il deputato Ferdinando Petruccelli della Gattina il quale primo disse in forma sentenziosa che:

1028.   L’Inghilterra è la sola amica d’Italia.

L’on. Crispi, nella seduta della Camera del 20 marzo 1862 (Discussioni, pag. 1773) aveva ricordato che: « L’Inghilterra al 1860 impedì l’intervento francese in Sicilia»; e l’on. Petruccelli interruppe: «È la sola amica d’Italia». Altro giudizio ben diverso da quello dei Francesi, anche prima della famosa entente cordiale (vedi num. 680), sarebbe stato quello del Papa S. Gregorio I o Magno al quale si attribuiscono le parole:

1029.   Non Angli sed Angeli.[1]


  1. 1029.   Non Angli ma Angeli.
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