< Pagina:Chi l'ha detto.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.
394 Chi l’ha detto? [1189-1190]

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Chi l'ha detto.djvu{{padleft:426|3|0]]romanza di Azucena nel Trovatore, parole di Salvatore Cammarano (a. IV, sc. 3).

1189.        Parigi, o cara, noi lasceremo,
       La vita uniti trascorreremo.

duetto di Violetta e Alfredo nella Traviata, parole di F.M. Piave (a. III, sc. 6).







§ 54.



Paura, coraggio, ardire





1190.                       Excelsior.[1]

è il titolo e il ritornello di una celebre ballata del grande poeta americano Enrico Longfellow. Dalla versione dello Zanella riporto la prima strofa:

  Cadean veloci l’ombre di sera,
  E per nevoso borgo montano
  Passava un forte ch’una bandiera
  Alto portava col motto strano:
  Excelsior!

È stata rimproverata al Longfellow la sgrammaticatura di quell’Excelsior, che, per essere un avverbio, come il senso porterebbe, dovrebbe dire Excelsius. Ma il Longfellow si difese dicendo che nella sua ballata la parola Excelsior non è avverbio, bensì aggettivo maschile, riferentesi al giovine alpinista. La scusa è stiracchiata, ma insomma può passare: bensì non può passare che la parola stessa si usi oggi avverbialmente sugli stemmi delle società alpine nostrane e straniere e in molte altre circostanze.

Il mirare audacemente ad alti ideali, lo sfidare per essi pericoli e dolori, era cosa molto stimata dai nostri antichi, per i quali:


  1. 1190.   Più alto.
Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.