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[1355-1357] | Re e principi. Corte e nobiltà | 457 |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Chi l'ha detto.djvu{{padleft:489|3|0]] to. VI (Louis XIV), pag. 37, n. 2. Vedasi pure il libro dell’ Hertslet, Treppenwitz der Weltgeschichte, IV. Aufl. (Berlin, 1893), pagine 338-339. Giova anche aggiungere che gl’inglesi l’attribuiscono invece alla loro regina Elisabetta. Nè è più assodato che Carlo il Temerario ripetesse a Luigi XI il famoso verso di Giovenale:
1355. Hoc (non Sic) volo, sic iubeo, sit pro ratione voluntas.[1]
1356. Regis voluntas suprema lex esto.[2]
In questo stesso ordine d’idee rientra la vecchia formola francese:
1357. Tel est notre plaisir.[3]
Dall’epoca del regno di Francesco I in poi, la cancelleria dei re di Francia prese l’abitudine di chiudere i proclami, gli editti e le ordinanze reali con la formula Car tel est notre plaisir, che teneva luogo di ogni altro argomento, buono o cattivo! Ma già le ultime ordinanze del regno di Carlo VII portavano di frequente la formula medesima; il Max Latrie ne cita una del 12 maggio 1497. La stessa formula si trova ricordata anche in questa forma: Car tel est notre bon plaisir, e infatti l’antico regime fu chiamato dagli