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486 | Chi l’ha detto? | [1440-1444] |
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A compir le belle imprese
L’arte giova, il senno ha parte;
Ma vaneggia il senno, e l’arte,
Quando amico il Ciel non è.
Se sugli attributi divini interroghiamo i classici, che finora consultammo su tanti argomenti, troveremo levata a cielo anzi tutto la onnipotenza di Dio,
1440. Nihil esse, quod deus efficere non possit.[1]
nè altrimenti la Bibbia:
1441. Quia non erit impossibile apud Deum omne verbum.[2]
Un nostro grande poeta nazionale invocherà
1442. Il Dio che atterra e suscita,
Che affanna e che consola.
In Dante leggeremo come la prescienza divina delle cose future non sia inconciliabile con il libero arbitrio:
1443. La contingenza, che fuor del quaderno
Della vostra materia non si stende,
Tutta è dipinta nel cospetto eterno.
Ma questa e materia di fede, di quella
1444. Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza.