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24 Chi l’ha detto? [76-77]

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Chi l'ha detto.djvu{{padleft:56|3|0]]da Quintiliano, Institutiones (lib. V, II, 41), e Ammiano Marcellino (lib. XXVIII, I, 53): Ut solent pares facile congregari cum paribus; ma tra i cattivi rare e infide sono le amicizie:

76.       L’amistà fra tiranni è malsicura
E le fiere talor sbranan le fiere.

come dice Vincenzo Monti nella chiusa del famoso sonetto sul Congresso di Vienna (Poesie liriche, a cura di G. Carducci, ed. Barbèra, pag. 378).

Ci sono dei casi in cui la indifferenza o la neutralità non sono ammesse: o siamo amici di una causa, di una persona, o le siamo nemici; o la difendiamo, o le siamo avversi; e per dirla con le parole del Vangelo:

77.   Qui non est mecum, contra me est.[1]

(Vangelo di S. Matteo, cap. XII. v. 30; di S. Luca, cap. XI, v. 23).







§ 5.



Amore





Questo paragrafo ci offre materia inesauribile: l’amore ha ispirato in tutti i tempi gli scrittori, ha riempito tutte le letterature con i suoi sfoghi passionali; esagerazione contro la quale invano protestava il Manzoni in un brano del suo immortale romanzo ch’egli poi soppresse nella stampa: «.... l’amore è necessario a questo mondo: ma ve n’ha quanto basta, e non fa mestieri che altri si dia la briga di coltivarlo.... Vi hanno altri sentimenti dei quali il mondo ha bisogno, e che uno scrittore, secondo le sue forze, può diffondere un po’ più negli animi: come sarebbe la commiserazione, l’affetto al prossimo, la dolcezza, l’indulgenza,


  1. 77.   Chi non è con me, è contro di me.
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