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[1615-1617] | Scienze e lettere, poesia, ecc. | 541 |
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Quando si adopera la frase, ormai comunissima, se non altro come facezia,
1615. De omni re scibili et quibusdam aliis. [1]
pochi sanno che essa risale a Giovanni Pico della Mirandola (morto nel 1494), detto la Fenice degli Ingegni, il quale a soli ventitrè anni, nel 1486, difese in Roma novecento tesi tolte dai filosofi latini, greci, ebraici ed arabi, e versanti su qualunque argomento. La XI di queste tesi è intitolata ad omnis scibilis investigationem et intellectionem. Fu certamente qualche bello spirito che riportò il titolo inesattamente de omni re scibili e vi aggiunse per scherzo et quibusdam aliis. Lo si mette sulle poderose spalle di Voltaire, il quale nell’Essai sur les moeurs et l’esprit des nations ha bensì un capitolo, il CIX, intitolato De Pic de la Mirandole, ma non vi accenna a questa tesi. La frase si cita anche così:
De omnibus rebus et quibusdam aliis. |
1616. Elle est grande dans son genre, mais son genre est petit.[2]
fu detto una volta di Enrichetta Sonntag, cantante tedesca, dalla celebre cantante italiana Angelica Catalani (1782-1849). Vedi Holtei, Vierzig Jahre, vol. IV (Berlin, 1843-44), Pag. 33. Ma anche il piccol genere ha i suoi pregi, e in fondo non è sbagliato l'eclettismo di Voltaire, il quale pensava che
1617. Tous les genres sont bons, hors le genre ennuyeux.[3]
(L’Enfant Prodigue, préface de l’éditeur de l’édition de 1738, in fine).
Questo motto fu argutamente parodiato da Villemessant, direttore
del Figaro, che in un momento di malumore contro il critico Jonvin, suo genero, esclamò:
Tous les gendres sont bons, hors le gendre ennuyeux. |
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