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674 Chi l’ha detto [1878]

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Chi l'ha detto.djvu{{padleft:706|3|0]] delle Alpi, 51° e 52° Fanteria, pensato e scritto in trincea da un sottotenente diciannovenne (Suchert C. Erisch, Alla Brigata «Cacciatori delle Alpi» (51-52), Prato, Tipo-lit. Pratese M. Martini, 1918, pag. 11), impresso nella mente e cantato da tutti quei baldi soldati, a cominciare dal loro duce invitto, che portava il nome di Peppino Garibaldi. La strofa dice così :

  .... in piedi
  Cacciatori delle Alpi. Oggi bisogna
  balzare in piedi con un grido solo:
  — Avanti! — Come quando
  sotto l’ultima cima
  l’impeto dell’assalto
  s’aggrovigliava nell’insidia ed alto
  sempre era il grido — Avanti! — Come quando
  sul viluppo dei monti
  uno di voi, stronco non domo, urlò:
 Avanti i morti!
  l’impeto passò.

1878.   On les aura.[1]

coraggiose e fidenti parole, nate nelle trincee francesi, tra i poilus, quando l’avvenire della Francia sembrava più oscuro. Pare che il primo che ne facesse uso in un documento solenne fosse il generale (poi maresciallo) Henri-Philippe Pétain, l’eroico salvatore di Verdun, il quale in un ordine del giorno diretto alle truppe che difendevano la città, il 16 aprile 1916, diceva: «Les Allemands attaqueront sans doute encore. Que chacun travaille et veille pour obtenir le même succès qu’hier.... Courage. On les aura».

Alla popolarità della frase contribuì non poco il magnifico cartellone disegnato da Abel Faivre pel 2° prestito francese della Difesa Nazionale (1916) - dal quale trasse indubbiamente lo spunto A. Mauzan, altro artista francese, per disegnare per incarico del Credito Italiano, l’altro cartellone, non meno bello, per il nostro IV Prestito di Guerra (febbraio-marzo 1917), con le parole: Fate tutti il vostro dovere -: anche il cartellone del Faivre ritrae un soldato francese, con l’aria un po’ da Gavroche, che stringendo il fucile nella destra e levando lietamente l’altra mano, sembra

  1. 1878.   Li acciufferemo.
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