< Pagina:Chi l'ha detto.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.
[183-187] Buona e mala fama. Onori e lodi 49

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Chi l'ha detto.djvu{{padleft:81|3|0]]che sono le parole di Gesù Cristo alla Maddalena, cui sono pure rivolte queste che si trovano nel versetto 50, e con le quali l’accomiata:

183.   Fides tua te salvam fecit: vade in pace.[1]

Si possono pure includere in questo paragrafo le due frasi del Metastasio, tolte ambedue dalla Didone abbandonata:

184.                               A’ giusti prieghi
Di tanto intercessor nulla si nieghi.

(Atto II, sc. 4).

ed:

185.     È pietà con Didone esser crudele.

(Atto II, sc. 11).







§ 11.



Buona e mala fama. Onori e lodi





Che cosa sia la fama, ci disse Dante:

186.   Non è il mondan romore altro ch’un fiato
Di vento, ch’or vien quinci ed or vien quindi,
E muta nome, perchè muta lato.

Ma più indulgente alla fama terrena fu l’ignoto che primo disse:

187.   Vox populi, vox Dei.[2]

ispirandosi probabilmente nella forma a quel versetto biblico: «Vox populi de civitate, vox de templo, vox Domini reddentis retribu-


  1. 183.   La tua fede ti ha salvato: va in pace.
  2. 187.   Voce di popolo, voce di Dio.

                    4

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.