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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Deledda - I giuochi della vita.djvu{{padleft:18|3|0]]forno. E sebbene il piccolo Andrea e Millèna, rossi e confusi, tenessero gli occhi bassi, erano le sole persone che davano soggezione alla madre coraggiosa.

Zio Larentu andava di qua e di là, come cercando qualche cosa che non rinveniva: e dovunque guardava vedeva due grandi occhi limpidi, color nocciola, che lo fissavano spauriti. Ad un tratto però incontrò davvero i piccoli occhi di zia Coanna e gli sembrò di scoppiare fra sè in una risata.

— Ebbene, — pensò, — cosa ti accade, Larentu Verre? Pigliali a calci, mandali via!

Si fermò ritto davanti alla donna e al fanciullo; incrociò le mani sulla schiena, e domandò con ironia:

— Ebbene, cosa significa questa visita?

— Sono venuta.... Sono venuta....

— Bene, perchè sei venuta? Se hai da dirmi qualche cosa in segreto andiamo là dentro; spicciati perchè ho da fare!

Ella arrossì, e rispose con una certa fierezza:

— Non è un segreto. Anzi ho piacere che vi siano le donne, e desidero rivolgermi a tutti voi, anche a zia Coanna, a tutti: vi prego di rimaner tutti.

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