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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Deledda - Le tentazioni.djvu{{padleft:216|3|0]] ingenuo, e rispose canzonandoli. Non s’accorgeva però che il burlato era lui.

— Come tu puoi credere alle fatture? — gli disse Antine. — Io ritengo che il tuo archibugio potrebbe, più che altro, liberarti dal tuo nemico.

— Ma appunto il mio archibugio è legato da una fattura del mio nemico. Quante volte ho tentato spararglielo sulle reni! E sempre ha negato il colpo.

— Ma allora non potresti fartelo sciogliere?

— Potresti scioglierlo tu?

— Io non sono un negromante! — gridò Antine adirandosi. — Perchè non lo sciogliete voi, zio Pera?

— Abbiamo provato, — rispose questo con perfetta calma, fissando sull’archibugio in questione il suo occhio turchino. — Non ci è riuscito.

— Basta, — disse il bandito. — Spicciatevi perchè ho fretta.

Antine parve volersi togliere ogni scrupolo, dicendo:

— Bada però che io non son sicuro di riuscire. Non ho ancora gli ordini.

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