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GHIGNO
Postriboli bianchi, silenziosi,
tra le case scure della città,
come denti feroci,
fermi,
per mordere e per stritolare.
E dentro tante piccole donne
in agguato
che hanno ucciso il presente
per la conquista del futuro.
Donne viziate e stanche
ma pronte a scattare
disperatamente
per la suprema vendetta.
. . . . . .
Treni pazzi,
su rotaie infinite,
eterni girovaghi del mondo
come occhi sbarrati
pieni di un fuoco lampeggiante.
E sopra: gli zingari
gli isolati
i maledetti
i sognatori
gli oppressi
che cercano in tutte le cavità
con mani avide
una miccia da accendere.
. . . . . .
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