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IX.
1908. In casa Porru, nella «camera dei forestieri», Giovanna rimetteva in ordine certe stoffe acquistate quel giorno a Nuoro. Ella s’era ancor più ingrassata e aveva perduto un po’ della sua aria giovanile, conservandosi però bella e fresca.
Guardava attentamente le tele e le stoffe, voltandole e palpandole con aria preoccupata, come scontenta della scelta fatta; poi le piegava accuratamente, le avvolgeva con giornali e le metteva entro una bisaccia.
Erano i preparativi del suo corredo, giacchè, ottenuto già il divorzio, ella doveva sposarsi presto col Dejas.
Ella e sua madre erano venute appositamente a Nuoro per le compre. Il denaro l’avevano preso in prestito, con gran segretezza, da zia Anna Rosa Dejas, sorella di Giacobbe, una donnina che voleva molto bene a Giovanna perchè aveva aiutato zia Bachisia ad allattarla.
Era nel cuor dell’inverno; ma le due donne avevano coraggiosamente sfidato la noia del viaggio