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leo ferrero

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu{{padleft:174|3|0]]gnato, alla pubblicazione della legge, di reclamare niente, ma ci pensò il sensale (?) o un avvocato (?). L’uno o l’altro o tutti e due avevano persuaso il locatario a far causa non a Teresa, ma alla mamma — poiché la mamma era antifascista, e ricca (?) nessun dubbio che il Pretore avrebbe accettata la tesi dell’avvocato — la quale avrebbe preso quella mancia!(notare che in quel periodo la mamma non era mai stata a Torino!).

La mamma è ritornata senza aver potuto concludere nulla. Da un lato l’avvocato nostro la consigliava di cedere, poiché l’inquilino, egli diceva, avrebbe trovato quanti testimoni voleva a giurare il falso e quanti pretori voleva pronti a dargli ragione. D’altra parte Teresa minacciava di suicidarsi o di ammazzare l’inquilino e l’avvocato se mamma cedeva. «L’inquilino non aveva mai visto la mamma, non poteva giurare di averle dato i denari; e se il governo non voleva si prendessero mance per cedere un alloggio, non doveva essere permesso pubbli-


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