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Primavera d’Italia nelle strade violente di Milano, dove i colori freschi, variatissimi delle insegne e dei movimenti ricordavano largamente il rifiorire naturale della terra.

Farro attraversò Piazza del Duomo, entrando nella galleria affollata e rivide con piacere le caratteristiche quasi dimenticate dei caffè e dei negozi. Dopo qualche minuto si recò al Savini ancora spopolato.

Erano giunti il giorno prima da Parigi, decisi di fermarsi a Milano pochi giorni per sistemare alcuni impegni editoriali e proseguire subito per Roma.

L’interno del Savini, nel pomeriggio feriale, godeva un silenzio contrastante con la sua fama d’intellettualità.

Farro, seguendo distrattamente le armonie brillanti dei cristalli e degli specchi, guardava con calmo ottimismo la forma interiore della propria felicità: erano passati molti mesi dalla loro partenza da Milano, quando, liberandosi di colpo dal peso grigio di ogni legame precedente, avevano realizzato completamente la loro fusione spirituale e materiale.

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