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riconciliazione. 77

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— Buona notte, Paolina; io mi corico tardi perchè ho da ripassare un fascio di carte.

Riprese la penna e si mise a scrivere. Ma Paolina, ferma al posto, pallida di commozione svolgeva in quel momento nel segreto del cuore una questione terribilmente importante per lei.

— Ah! le duecento lire che mi regala dovrebbero secondo i suoi desideri cadere nelle mani della Rigotti che ha necessità di completare la dote! quale interesse nutre per la signorina? deve importare a lui ch’io la benefichi o no?... e poi che ha compreso come io sia lontana dal dividere i suoi sentimenti caritatevoli mi usa una rappresaglia! ripone il doppio di quanto mi ha offerto, m’interdice di domandargliene conto e si dispone cheto a favorir la Rigotti della cui riconoscenza si terrà fortunato. — No! fece a voce alta, afferrando il braccio di suo marito, — no, non lo permetto!

L’avvocato Zaeli volse la testa maravigliato.

— No, non devi irritarmi occupandoti tutto a un tratto di Cecilia Rigotti.

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