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IL CREPUSCOLO DEGLI IDOLI

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PARLA IL MARTELLO.


— Perchè così duro? — disse un giorno al diamante il carbone da cucina; non siamo noi intimi parenti?

Perchè così molli? O miei fratelli, così vi domando io: non siete dunque voi miei fratelli?

Perchè così fragili, così flessibili, così soffici? Perchè tanto rinnegamento, tanta abnegazione nel vostro cuore? così poco destino nel vostro sguardo? E se voi non volete essere dei destinati, degli inesorabili: come potreste un giorno vincere con me?

E se la vostra durezza non vuole scintillare, e tagliare, e incidere: come potreste un giorno creare con me?

Giacchè i creatori sono duri. E deve sembrarvi beatitudine imprimere la vostra mano su dei secoli, come su della molle cera, — beatitudine scrivere sulla volontà dei milennî, come su del bronzo, — più duro del bronzo, più nobile del bronzo. Soltanto il più duro è il più nobile.

O miei fratelli, io pongo al disopra di voi questa nuova tavola: DIVENITE DURI!


FINE



    — 173

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