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144 Capitolo quinto

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Il diavolo.djvu{{padleft:152|3|0]]dova. A san Domenico, un giorno che stava pregando in chiesa, scagliarono dall’alto una grandissima pietra, e poco mancò che il santo non ci rimanesse sotto. Ai poveri tribolati non sempre mancava, in tali frangenti, il soccorso del cielo; ma il soccorso del cielo era un po’ come il proverbiale soccorso di Pisa. Il diavolo picchiava la beata Gherardesca, la stramazzava a terra, tentava di affogarla in Arno, e quando s’era stracche le braccia in così fatto esercizio, giungevano la Vergine e gli angeli e picchiavano il diavolo. Figuriamoci in quali peste dovesse trovarsi la povera santa Cristina da Stommeln, tormentata da 200,000 diavoli, e qual vita dovesse essere quella di certo prete di Colonia, del quale racconta Cesario che i diavoli lo inseguivano e tormentavano persino nella latrina.

Si possono contar sulle dita i santi che, in tutto il corso di vita loro, non soffrirono dal diavolo offesa e danno alcuno. Uno dei pochissimi fu san Niccolò, patrono di Trani: egli morì delle gran legnate che gli fece dare un vescovo. I peccatori erano poco tormentati dai diavoli, com’erano poco tentati, e spesso anzi ne ave-

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