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Alli nobili signori
CARLO MORA GONFALONIERE
FRANCESCO COLVANNI — DOMENICO PROF. RANALDI
GAETANO AVV. DE MINICIS — FRANCESCO CORDELLA
FRANCESCO MORRONI — GIO. BAT. CONTE GIGLIUCCI
LUDOVICO CONTE MORRONE MOZZO — ANZIANI
DEL MUNICIPIO FERMANO




AGATONE DE-LUCA TRONCHET


Noi vi chiamiamo fratelli, disposti a morire gli uni per gli altri.... Fratelli, noi vi rendiamo la libertà [1] Era questo l’addio commovente, solenne, che i primi cristiani, ricevuto il battesimo, davano ai loro schiavi — Buon per voi che la nostra religione ci vieti ogni vendetta. Se la nostra fermezza in volere tutto patire non la vincesse sulla vostra ostinazione a volerci opprimere, quanto rischio non faremmo correre alla società attuale![2] In tali accenti i primi cristiani rispondevano ai loro oppressori. E in questo addio, ed in questi accenti tutto si rivelava il cristianesimo al vecchio mondo, retto dal principio brutale del politeismo che alterava tutte le nozioni del bene e del male, e che voleva una

  1. Giustino nella prima Apologia sotto Antonino Pio.
  2. Lettera a Minucio Fondano Pro-Consolo di Asia riferita da Tertulliano nel suo apologetico — vedi anche Eusebio istoria cap: 8. e 9.
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