< Pagina:Italia e Grecia.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.

Italia e Grecia 145

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Italia e Grecia.djvu{{padleft:173|3|0]]tempre anche forti smarriscono la fede, dove alti intelletti smarriscono la luce, e uscirne credenti e vittoriosi; e ancora saper cogliere l’ora giusta perchè il ricordo di quella vittoria nou muoja e un raggio sempiterno la illumini e ne tramandi l’esempio ai combattenti venturi, — questo non è sogno, è l’ideale vero, umano, il più alto degli ideali, che passa vivente, armato in mezzo a noi, e, stampate sulla terra le orme perchè si sappia dove egli passò, sale trasfigurato ai cieli della gloria.

      Cavallotti 10.

      [[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Italia e Grecia.djvu{{padleft:173|3|0]]

      Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.