< Pagina:La regola di San Benedetto.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.
16 LA REGOLA

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|La regola di San Benedetto.djvu{{padleft:23|3|0]]un altro, se non colui che avrà trovato migliore nelle opere buone o nell’obbedienza. Non si anteponga il libero allo schiavo convertito, se forse altrimenti non consigliasse grave ragione. Che se, per dettame di giustizia, così sembrasse bene all’Abbate, rispetto a qualsiasi ordine, ed ei lo faccia: altrimenti, tenga ciascuno il proprio luogo. Perciocchè o schiavo o libero, tutti siamo eguali in Cristo Gesù, e sotto uno stesso Signore, siccome servi, portiamo il medesimo cingolo militare; giacchè non vi è riguardo di persone davanti a Dio. Solo in questo noi ci distinguiamo davanti a Lui, se cioè più buoni degli altri nella nostra vita e più umili saremo trovati. Adunque usi l’Abbate eguale carità con tutti, e offra a tutti la stessa disciplina, secondo che conviene.

Imperocchè l’Abbate deve nella sua dottrina conservare sempre quella forma apostolica, come sta scritto: Riprendi, sgrida, supplica; cioè, a

    Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.