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— Sì — fece Anna chinando lo sguardo sotto lo sguardo abbassato di sua madre.

— È singolare come lei non assomiglia niente a sua madre; e neppure sua sorella le assomiglia.

Un sospiro violento gonfiò il petto di Anna. Perchè non poteva parlare? Dire tutto a Flavio, confidarsi a lui, metterlo intero nella sua anima, in ogni suo pensiero; nel bene, nel male, negli slanci di fiducia eroica e nelle cadute angosciose. Quando, alcuni momenti prima, ella aveva proclamato: «Felici i soli» non pensava certo ad una solitudine frammentaria fatta di rimpianti e di desideri, ma alla divina solitudine di un tutto armonico e completo. Gli posò leggermente una mano sul braccio traendolo verso un’altra parete quasi tutta occupata dalla libreria; ivi la sosta fu breve. Avrebbero voluto leggere ad uno ad uno i frontispizi, toccare le pagine, ridire almeno il titolo dei cari volumi noti

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