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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|La vecchia casa - Neera, 1900.djvu{{padleft:213|3|0]]rassegnata; rinasceva nel signorile paludamento dei morti che non assomiglia a nessun altro e che i vivi guardano con rispetto. Essa, che mille bocche d'amanti avevano ripetuta nei giovani anni e poi scordata, ritentava l'eco della via solitaria, lungo il muricciolo degli orti; e le note del nuovo cantore gutturali, dolorose, un po' tremule, sembravano tesserle intorno una corona di rose vizze dentro cui tremavano lagrime lontane.

Anna si affacciò al davanzale, ma la canzone era già tornata nel suo sepolcro; il silenzio imperava assoluto; un gobbetto attraversava la strada....

— Anna? — chiese Elvira toccando leggermente l'uscio — ti vesti?

— È già l'ora? — rispose Anna schiudendo l'imposta con una visibile intenzione di gentilezza.

Le due sorelle si trovarono di fronte. Elvira aveva un abito color di rosa sparso di

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