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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Lezioni e racconti per i bambini.djvu{{padleft:115|3|0]]non era nulla in confronto di quello che avevano fissato di fare la domenica dopo.

La domenica era venuta, ma le amiche si facevano desiderare. Come mai? Gli è che la prima volta era stato bel tempo: il sole splendeva in un cielo senza nuvole e un leggiero ventolino ne temperava l’ardore: quel giorno, invece, il cielo era bigio e l’acqua veniva giù a catinelle.

Oh benedetto sole! Perchè rimpiattarsi, quando vi sono tante bambine che ti invocano?

È vero, peraltro, che il sole brilla sempre, senza spengersi mai. Ma di quando in quando ce lo nascondono a noi quei grossi nuvoloni e vapori, che si sciolgono in acqua.

E allora non bisogna più fare i balocchi nel giardino: la terra è fradicia, fangosa, piena di pozzanghere: ci sarebbe il caso di prendere un reuma o un’infreddatura, e queste cose non piacciono molto alle bambine di giudizio.

Quando piove, bisogna rassegnarsi a fare il chiasso in una stanza: non c’è tanto posto quanto in un giardino, ma quando ci troviamo in buona compagnia, non è poi un gran male a stare un po’ più vicini gli uni agli altri, non vi pare?

Eppure le amiche della Livia davano a credere di amare più il giardino che non la padroncina, la quale aveva un bell’allungare il collo fuori della

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