< Pagina:Marinetti - Il tamburo di fuoco.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
Bagamoio.
Non è nulla. È il sangue di quelle canaglie che volevano tenerla prigioniera! Mabima ha saputo difendersi con le unghie, coi denti.
Bagamoio e Lanzirica adagiano Mabima sulla sabbia.
Kabango.
Bagamoio, guarda attentamente. Non vedi nulla, dietro a quei cactus?
Bagamoio.
No, dietro a quei cactus non c’è nulla. Speri di ritrovare la tua scorta di cavalli e di muli? Non vedo nulla. I nostri nemici hanno certo perdute le nostre tracce. Sono ormai lontani, dietro alla terza duna.
Lanzirica
accovacciato vicino a Mabima.
Presto, presto, Bagamoio!... Corri al pozzo, laggiù... Mabima muore.
14 |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Marinetti - Il tamburo di fuoco.djvu{{padleft:20|3|0]]
Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.