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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Marinetti - Il tamburo di fuoco.djvu{{padleft:87|3|0]]una risata e con mille moine di voci argentine spandono mille e mille perline di allegria agli echi che sono mendichi erranti e orfane bambine smarrite. Salgono in te, Kabango, fontane e fontane di perle, ebbre tutte d’infilarsi sull’unico filo d’argento che ornerà volubilmente sotto la luna il collo di Mabima!...
Kabango
svegliandosi dal suo sogno vegetale.
Taglia, taglia profondamente; spalanca le labbra della piaga.
Lanzirica.
Ho tagliato profondamente. Ora purificherò la piaga con questa pietra porosa. Dopo vi introdurrò questo osso calcinato...
Kabango.
Sei un poeta geniale, Lanzirica. Sei riuscito a distrarmi dal lacerante dolore. Ma non conosci tutte le fontane. Queste che cantano ora, soffrono di rimanere tristi e vane come le vene
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6- MARINETTI.— Il tamburo di fuoco. |
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