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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Marinetti - Re Baldoria.djvu{{padleft:117|3|0]]vettovaglie! Questo non è possibile... ma supponiamolo!...
FAMONE.
Voi... voi, sareste immolati, se un simile caso si verificasse!... Noi aspettiamo tutto dall’ avenire, e nulla vogliamo del fetido passato!
SOFFIONE.
In nome dei Guatteri, io vi consiglio di porre in salamoia il Re, i Vassalli, i Ministri e i loro seguiti, componendoli nei loro bagni d’oro massiccio, riempiti di aceto... Sarà soltanto per previdenza, poiché avrete tutti di che rimpinzarvi sontuosamente! Ve lo giuro sul nostro onore; ve lo giuro sulle mie coscie, che offro anticipatamente a chi non riuscirà a satollarsi!
GLI AFFAMATI.
Bravo! Bene!... Approviamo la salamoia del Re, dei Vassalli e dei Ministri!... È una saggia idea!... I Guatteri sono prudenti e magnanimi...
ANGUILLA.
Soffione non ha torto, di voler seppellire Re Baldoria nei nosiri stomachi!... Come avrebbe potuto sognare quel gran Re, un più glorioso sepolcro?
I tre Guatteri scambiano fra loro dei cenni, e tosto i servi di cucina escono dal Castello e si dirigono a due a due verso il palco. Poi, dispongono con cura tutti i cadaveri su barelle di rami e di fronde e li trasportano entro il castello, dalla porta centrale, che si richiude pesantemente alle loro spalle. Famone li segua correndo, per entrare con loro ma è respinto dai Vassalli, e lo si vede tempestare furiosamente sulla gradinala, urlando di rabbia e agitando i pugni.