< Pagina:Marinetti - Re Baldoria.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.
122 re baldoria

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Marinetti - Re Baldoria.djvu{{padleft:134|3|0]]Baldoria aveva la manìa di sfoggiare agli occhi de’ suo cari Citrulli la propria biancheria, i propri pensieri, la propria alcova... tutto! Persino le scoperte de’ suoi scienziati! Turchino ne è morto di dolore!

ANGUILLA.

Finalmente, potremo assaggiare qualcuna delle salse uscite dai suoi lambicchi!... Purché la scienza non serbi per noi qualche vendetta postuma!... (La sua attenzione è attratta dal tafferuglio degli Affamati) Come sono stupidi!... Aspettami, Fra Trippa!...

Con tre agili salti, Anguilla sale, approfittando delle sporgenze, fino allo stipite superiore della porta, e siede su uno del capitelli. Gli Affamati non se ne accorgono.

SOFFIONE

di dentro, gridando.

Torta! Presto!... Sbrigati, a mettere in salamoia delle carogne di Vassalli! L’arrosto non basta!... I Citrulli stanno per sfondare la porta!... Rinforziamola con questa credenza! Io parlerò loro un’altra volta! (Alzando la voce) Ancora pochi minuti, Citrulli, e sarete serviti!..

GLI AFFAMATI.

Abbasso i mistificatori!

SOFFIONE

dietro la porta, a Béchamel e a Torta:

Come!... Soltanto questo!... Ah! tu ne hai messo da parte, intestino usuraio! Presto! Porta tutto, ti strappo le budella!...

    Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.