< Pagina:Marinetti - Re Baldoria.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.
216 re baldoria

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Marinetti - Re Baldoria.djvu{{padleft:228|3|0]]

RE BALDORIA

sale sulla tavola, siede sulla sua tinozza d’oro, capovolta, e brandisce la «Succulenta».

Durante la cortesissima assenza della nostra patrona Santa Putredine, io, Re Baldoria, Budello sacro del mondo, Intestino degl’Intestini, dichiaro aperta la seduta, in qualità di Presidente supremo di queste gloriose Assise gastrologiche!

MASTICAFIELE

avvicinandosi alla tavola, e con voce resa stridula dall’odio:

Sire... bisogna preparare gli strumenti di tortura, per questi traditori!... Presto, servi!... I cavalletti!... I cunei!.. Il fuoco per arroventare le tenaglie!... Soffione deve rivelare il nome de’ suoi complici!... Torturiamolo!

RE BALDORIA

irritato:

Calma! calma, Masticafiele mio!... (solennemente, ai Guatteri) Come vi chiamate?... La vostra età?... La vostra professione?...

SOFFIONE

irosamente:

Io mi chiamo Soffione.

TORTA.

Io sono il dolce che tu preferisci.

    Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.