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243 atto quarto

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FRA TRIPPA

Scusate, Sire....

furtivamente, strappa al pollo una coscia e la divora.

RE BALDORIA

sbuffando rumorosamente:

Ah! ladro!... Maledetto ladro!...

Rugge, a bocca piena; poi scoppia in una risata, e il sugo della carne gli sprizza dalla bocca.

Ah! ah! Burlone!

FRA TRIPPA.

Volete, Sire, che io continui il bel discorso del vostro augusto stomaco?...

RE BALDORIA.

Volonitieri ti cedo la parola, poiché la mia bocca è occupata, in questo momento, da affari di Stato assai stuzzicanti, che esigono una sapiente masticazione... no: volevo dire meditazione!

FRA TRIPPA

solennemente, con grandi scoppi di voce, interrotti dalla masticazione di grossi bocconi:

Siano lodate le Divinità gastriche, accoccolate sul sacro ombelico del mondo, nell’atlto di palleggiare quegli aranci divini e sugosissimi che si chiamano Soli!...

Siano esse lodate per l’olio di giusitizia benevola con cui hanno inaffiata la delicata cottura di questo processo riferentesi al preteso tradimento dei signori Soffione, Torta e Béchamel, che Sua

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