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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Marinetti - Re Baldoria.djvu{{padleft:51|3|0]]
RE BALDORIA.
Mio Dio!... Che devo fare! (Rivolgendosi a volta a volta a Pancotto, a Masticafiele e ad Anguilla) Tacete, voi... Tacete! Vi domando un consiglio... uno solo... e voi me ne date cento! A chi devo credere? A che mi serve avere dei consiglieri?... (Gridando) Silenzio! Ho bisogno di riflettere!
Chiude gli occhi, si addormenta e subito comincia a russare. Ma grida altissime lo svegliano di soprassalto. Riapre gli occhi e trema al veder sopraggiungere la folla degli Affamati che spinge avanti un pastore cencioso.
IL PASTORE VEDETTA.
Sire!... Sire!...
RE BALDORIA.
Che c’è di nuovo?... Non mi è lecito nemmeno di lasciar riflettere il mio stomaco!
IL PASTORE.
Tutti i vostri vassalli s’avanzano. Ero in sentinella sugli spalti della Porta Anale, quando a un tratto scorsi il loro miserevole corteo sulla Via Intestinale.
RE BALDORIA.
No! Non è possibile!... Se tu menti; se gli occhi t’hanno ingannato, ti condannerò ad una solenne bastonatura... anzi, alla tortura!... Siano preparati i cavalletti!