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78 re baldoria

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Marinetti - Re Baldoria.djvu{{padleft:90|3|0]]Cielo, tutte le carezze appassionate che gli Angeli traggono perdutamente sulle chiome delle comete, e tutti i profumi dei Paradisi in fiore inondarono la mia anima, stemperarono le mie midolle... Il mio cuore fu preso dalle vertigini! Strinsi fra le mie braccia — come un bimbo adorato, capite? — quel gracile cadavere, e ne lambii il dorso piagato, e mangiai di baci, lungamente, i suoi occhi! Povero Fosco! (S’interrompe, soffocato dal pianto) Ma io non sono che un idiota, per voi... e non mi comprendete!... Infatti, sono incapace di preparare una salsa; l’inaffierei di lagrime!

FAMONE

Non vuoi tacere, stomaco angusto?

L’IDIOTA.

È vero... Il mio stomaco è sì piccolo, che un fiore una lagrima basta ad empirlo... Ma, per compenso... (Cessando di piangere e alzando la voce orgogliosamente, brandisce il suo troncone di spada contro Famone) il mio cuore è possente e profondo come l’oceano!... Ora, io voglio rapirvi alla terra, e voi non potrete resistermi! Ho una spada... la spada delle mie battaglie contro l’Ignoto, combattute attraverso i tempi, da una metamorfosi all’altra!... Io piango unicamente per dissetare il mio cuore! Son disceso dal cielo, recando fuoco astrale, e sono, fra i vostri stomachi impuri, un’idea vagabonda e guerriera!... Un santo!... Un interprete del Divino!...

FRA TRIPPA

destandosi:

È una bestemmia! Una ignominia!... Costui

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