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86 addio!

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Come mi amava Attilio!

Il suo sguardo cercava con ansia il segreto dei miei pallori, delle mie lagrime, delle veglie agitate.

Il suo sorriso pieno di indulgenza sembrava accarezzarmi; non usciva una parola dalle sue labbra che non fosse di candido affetto.

Avrei potuto essere così felice!...

I vicini di campagna che ci incontravano lungo i sentieri o che intravedevano le nostre figure sempre insieme, sotto i platani del giardino, chiamavano il mio castello: l’Arcadia.

Ma già correvano delle voci sul visibile decadimento della mia salute. La gran parola etica, uscita non si sa donde, percorse tutto il paese finchè giunse a mio marito, ricca di commenti paurosi e di melanconici presagi.

Le ansie del colonnello crebbero e le sue cure del pari. Ma più egli mi si mostrava affezionato, più il rimorso mi dilaniava il cuore. Ero giunta al punto di non

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