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addio! 39

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Addio, Firenze, Paggi, 1897.djvu{{padleft:53|3|0]] padre, — che desidera di fare qualche relazione nel vicinato.

— Non sarà con me certamente! — esclamai.

Il colonnello approvò la mia dichiarazione, completandola con queste parole:

— Valeria è troppo altera del suo nome e troppo gelosa della sua riputazione per istringere amicizie di un genere equivoco.

Per altro i consigli di una donna virtuosa potrebbero giovare a quella disgraziata.

Non credo, padre mio. Si è o non si è onesti.

— Sei un po’ severa. Non ammetti dunque la riabilitazione?

Quel giorno mi sentivo forte. Lontana dal marchese, i miei principi austeri pigliavano il sopravvento; l’orgoglio, per un momento pericolante, si atteggiava più che mai a sfida. Come un etico condannato a morire vuol godere senza limiti la vita, io, quasi presaga del naufragio, lottavo disperatamente attaccandomi al nome della virtù. Risposi colla fronte accesa:

— L’espiazione sconta la colpa, non la

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