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addio! 47

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Addio, Firenze, Paggi, 1897.djvu{{padleft:61|3|0]] — ma forse egli sentiva il mio braccio vacillare sotto il suo.... Impallidì leggermente e rispose:

— Grazie, contessa. La vostra crudeltà mi fa bene; — è come la mano amica che estrae il ferro dalla piaga; si muore, ma non si soffre più.

Eravamo giunti. Abbandonando il suo braccio dovetti appoggiarmi al muro perchè mi sentivo mancare.

La principessa mi disse:

— Aveste torto a mettere oggi un vestito lilla; sembrate molto più pallida del consueto.

La colazione passò silenziosa. I sessant’anni della principessa non le permettevano di parlare e di mangiare contemporaneamente e quantunque ella fosse abbastanza ciarliera per natura, sapeva curare la propria salute e il proprio appetito.

Il marchese aveva l’aria di un uomo tratto al patibolo; il colonnello tentò invano di diffondere un po’ di buon umore; il buon umore propriamente non l’aveva che la principessa; la quale, terminato il suo ultimo biscotto,

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