< Pagina:Neera - Anima sola.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
164 | anima sola. |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Anima sola.djvu{{padleft:172|3|0]]che egli aveva colti per me e mi posi lentamente a fogliarli sopra il suo capo.
Caddero così spezzati nell’aria della notte petali di gelsomini, fogliuzze di rose, ramicelli di timo e di maggiorana, caddero alcune foglie del geranio d’Africa, lasciando nell’umida atmosfera una striscia di profumo acuto, e Stello sempre colle bracia alzate, ne era tutto innondato come da una pioggia.
Quello fu il nostro ultimo saluto.
Rinuncia
E quando è che si ama davvero? Molte volte, nelle sere de’ miei maggiori trionfi, davanti al teatro gremito di gente che pendeva dal mio labbro, che palpitava con me e per me in quel fremito
Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.