< Pagina:Neera - Conchiglie, Roma, Voghera, 1905.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
e il vasaio | 135 |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Conchiglie, Roma, Voghera, 1905.djvu{{padleft:135|3|0]]
Il poeta si levò il cappello anche lui.
— E come faceste a ridurvi in tanta miseria? Il vostro mestiere non rende più?
— Purtroppo è così. Una volta non si comperava una scodella a dieci miglia in giro che non l’avessi fatta io. Vede quel quadrato di terra laggiù accanto al pozzo? Ci avevo il trogolo tutto circondato da un muricciuolo. Sciabordavo la creta e facevo i più bei vasi che si fossero mai visti: le mie scodelle verniciate di rosso erano celebri; nel colore azzurro riuscivo un po’ meno, ma erano tutte solide, ben fatte e a buon prezzo. Ma che vuole? I tempi sono cambiati; di roba nostrana non se ne vuol
Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.