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e il vasaio 137

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Conchiglie, Roma, Voghera, 1905.djvu{{padleft:137|3|0]] Mi sono rimaste ancora due o tre dozzine di scodelle che nessuno vuole e alle quali darò un calcio un giorno o l’altro per farla finita.

— Brav’uomo — disse il poeta — quello che è successo a voi colle vostre scodelle capita qual più qual meno a tutti i viventi. Ognuno di noi ha una fornace dove lavora per molti e molti anni dei vasi che crede capi lavori finchè altri capolavori gli capitano davanti e veri o falsi la turba segue sempre gl’idoli nuovi. Abbiate pazienza. Ho anch’io un mucchio di cocci qui.

Si toccò la fronte.

— Il peggio, signore, è che non ho trovato nemmeno un canile dove andarmi a riposare, e quando le avrò

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