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Intanto le carrozze che erano accorse per il servizio dei viaggiatori se ne andavano ad una ad una cariche di gente e di bauli, e il piazzale rimaneva deserto, spazzato da un vento fortissimo, che sollevava colonne di polvere. Sofia cominciava a perdere la pazienza, prevedendo di dover fare a piedi la sua entrata in città; quando, un fiacchere che aveva portato avventori alla locanda del Giardino d’Italia, svoltò all’angolo e le apparve come una tavola di salvezza.

Lottando coraggiosamente col vento e colla polvere, vincendo la sua ritrosia di donnina elegante, armeggiando fino al punto di fare segni vivaci coll’ombrello al vetturino, ella giunse presso al fiacchere mentre il cavallo si fermava; ma, dall’altra parte, e quasi contemporaneamente, due persone avevano fatta la stessa caccia e si presentavano coi medesimi diritti.

Sofia sostò un momento, irresoluta.

I suoi competitori erano: prima, una signora

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