< Pagina:Neera - Il marito dell'amica.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta.

— 152 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Il marito dell'amica.djvu{{padleft:162|3|0]]impronta speciale alla sua fisionomia ed alle sue parole.

Sofia disse ancora qualche cosa a proposito di Guiduccio, ma improvvisamente si ricordò che quei mattino si era tagliata un’unghia, così male da trarne sangue e guardò il dito con interesse, succhiandolo e accarezzandolo, lagnandosi con Maria di quella disgrazia. Aveva un mano piccola, grassoccia, piena di fossette, senza nervi, colle unghie sprofondate nella carne; mano bella e impudica, di una morbidezza lubrica. La guardava ancora, voltandola da tutte le parti, quando entrò il dottore.

L’unghia tagliata fu il primo argomento. Il dottore prese la mano, la lisciò, la strinse; Sofia rise, dicendo che le faceva il sollecito; la ritirò; venne ripresa, riesaminata, riaccarezzata, tutto questo con mille moine, attucci, dispettucci e vezzi civettuoli, finchè Sofia prendendosi soggezione dell’amica, si fece seria e nascondendo entrambe le mani sotto le trine dell’accappatojo:

— Sa la novità? Mio figlio cammina.

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.