< Pagina:Neera - Il marito dell'amica.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta.

— 155 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Il marito dell'amica.djvu{{padleft:165|3|0]]

— È un originale.

— Ha la faccia di uno che non abbia dormito.

— Probabilissimo. È rimasto tutta la notte nel suo studio, dove non c’è, in fatto di comodità, che una poltrona di pelle colle molle rotte.

— E il piccino? — domandò Maria al momento di partire.

— Dorme — rispose Sofia, scendendo le scale a braccio del dottore.

Due ore di ferrovia e un’ora di carrozza mettevano la brigatella ai piedi delle prealpi. Erano te otto circa.

Le signore incominciarono subito a estasiarsi sul panorama. Quelle milanesi eleganti intonarono in coro l’elogio della campagna, del verde, dei monti, del cielo spazzato. La novità tingeva in bello ogni cosa; l’aria del mattino, alla quale non erano avvezze, le stimolava; sembravano tutte giovani, anche la Bonamore, che aveva messo per precauzione una veletta bianca intorno alia faccia.

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.