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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Iride, Milano, Baldini, 1905.djvu{{padleft:267|3|0]]lo dimenticò — scese abbasso dalla vicina. Non l’aveva mai vista, a dire il vero, ma poichè era la madre, Carolina l’accostò con uno slancio di simpatia, che le valse uno sguardo profondo e scrutatore. Evidentemente la vecchietta pensava che suo figlio sapeva scegliere le vicine.

— Mia cara ragazza, temo assai che abbiate a disturbarvi per causa mia... forse il lavoro...

— Non lavoravo, signora. Ho terminato i lavori della settimana e facevo scaldare un po’ d’acqua per il mio piccolo bucato... ma non fa nulla, ho tempo; credo bene che un’ora mi basti per sbrigarlo, e alla più disperata oggi farò soltanto la prima lavatura.

La vecchietta raddolcì il suo sguardo; quei dettagli casalinghi la interessavano dandole una buona opinione della ragazza.

— Avrete insaponata la vostra biancheria, m’immagino.

— Senza dubbio; il sapone a secco la fa diventare bianca come un fiocco di neve.

La madre approvò col capo. Carolina, presa confidenza, soggiunse:

— Mi dica, che posso fare per lei?

— Sto meglio, assai meglio; tuttavia, se vi in-

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