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— Orsù, vedo che siete una donnina -disse la madre sorridendo — Quanti anni avete?

— Venti compiuti.

— Che bella cosa avere vent’anni! Alla vostra età ero svelta anch’io come un pesce e sana come una lasca. Ora invece mi trovo alla vigilia di dover passare la vita in poltrona... Avessi almeno una figlia!

— Signora, io ho desiderato tante volte di avere la mamma che non conobbi mai; se posso esserle utile, la servirò con vero cuore di figliuola.

— Buona ragazza! — esclamò la vecchietta commossa. — Ma come fu che non ci siamo incontrate mai sulla scala? È molto tempo che abitate qui?

— Da due anni. Ma io esco poco e quelle poche volte corro in fretta senza guardarmi attorno.

— Dimodochè non sapevate neppure chi c’era sotto a voi?

Qui Carolina perdette un po’ della sua franchezza: arrossì, torcendo l’angolo del grembiale e cercando una parola che non fosse proprio una bugia.

— Sapevo che c’era un signore, il signore... suo figlio.

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