< Pagina:Neera - Iride, Milano, Baldini, 1905.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta.

— 269 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Iride, Milano, Baldini, 1905.djvu{{padleft:279|3|0]]

(Dal giornale del Maggiore).

Nè pioppi, nè olmi, nè castani. La signorina Federica mi ha assicurato che il viale davanti alla mia finestra è di platani. Toccava proprio a me, nella verde età di quarantadue anni, a ricevere lezioni da una bimba di sedici! Ma le bimbe in giornata ne sanno più di noi.

Non voglio dir male della figlia di Stefano che è, a parte la sua scienza botanica, una cara fanciulla. Anzi, non voglio nemmeno confonderla colle moderne signorine incipriate e imbottite che sembrano bambole meccaniche e nemmeno, tolga Iddio, colle fanciulle romantiche che si pascono di zeffiri e di sospiri.

L’ho sorpresa stamattina mentre faceva la festa a un paniere di fragole senza pregiudizio della colazione che l’aspettava — e che non aspettò invano.

Signorina, le ho detto: avete buon appetito.

Ella diventò rossa come le fragole che le stavano davanti e scappò via.

Ha un modo di guardare in faccia tutto suo; lo si direbbe molto ardito se non fosse estremamente ingenuo. Spalanca le palpebre e getta là quelle pupille nere come se nulla fosse. Fa un

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.